I lavoratori Tundo minacciano il blocco del servizio: “L’azienda non ci paga”

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I lavoratori Tundo minacciano il blocco del servizio: “L’azienda non ci paga”

I lavoratori Tundo minacciano il blocco del servizio: “L’azienda non ci paga”

Si riaccendono le agitazioni  per l’azienda che effettua il servizio di trasporto di persone con disabilità in città.

TORINO. I lavoratori tornano a protestare. E gli utenti, preoccupati, raccontano di essere di nuovo dimenticati. Si riaccende l’affaire Tundo, l’azienda che effettua il servizio di trasporto di persone con disabilità in città. La prima volta, un anno e mezzo fa, c’era stato un terremoto di scioperi e proteste che aveva addirittura portato al siluramento dell’ex assessora del Comune Federica Patti. Adesso le cose stanno in modo diverso, ma ricominciano ad accendersi quelle spie che mettono non poca paura a chiunque guardi a quel settore. «Ancora oggi, dello stipendio di maggio e giugno è arrivato solo il 40%, della quattordicesima nemmeno l’ombra, più diversi ritardi sui pagamenti», attacca Andrea De Stasio di Fisal-Cisal, uno dei sindacati che ha seguito la vicenda più da vicino.

Assenti dal lavoro

Ma la cosa che fa più paura è che, come un anno e mezzo fa, alcuni dipendenti hanno smesso di presentarsi la mattina a lavoro. Tra di loro c’è S.S., impiegato del settore da vent’anni. «Non sono andato al deposito e li ho anche avvertiti. Mi dispiace, conosco molti utenti da una vita, sono quasi di famiglia, ma ormai non ho più i soldi nemmeno per andare a prendere il pullman per recarmi a lavoro – racconta – Guadagno la metà di quanto guadagnavo prima, ho pagato il dentista con un finanziamento, e non ho abbastanza soldi nemmeno per portare i miei bambini in piscina».

Il blocco del servizio

Sullo sfondo, c’è l’ipotesi più nera, quella che aveva fatto crollare il sistema un anno e mezzo fa: il blocco del servizio. «Se la situazione non si risolverà, con l’avvio delle scuole del 14 settembre i lavoratori faranno ricorso allo strumento più drastico», annuncia De Stasio. Poi ci sono le proteste degli utenti. Filomena Malmesi, che nello scorso filone di proteste era stata in prima linea, accusa di «essere stata dimenticata a casa due volte. Il caposervizio mi ha detto che il mio trasporto non era stato messo nella lista. Sono arrivati solo dopo la mia segnalazione, ma in ritardo di 45 minuti».

La posizione dell’azienda
L’azienda in parte nega le accuse e in parte spiega che i problemi sono arrivati con covid e lockdown: «Febbraio è stato pagato a tutti, la quattordicesima può essere corrisposta ad agosto e per quanto riguarda la cassa integrazione non dovrebbero rivolgersi a noi ma al governo». Poi, spiegano da Tundo, «vogliamo ricordare il duro sforzo che l’azienda ha compiuto in questi mesi, al pari di altre imprese italiane colpite dallo tsunami Covid. Continuiamo a garantire centinaia di posti di lavoro anche con un fatturato che non raggiunge il 50% di quello ordinario». Il consigliere comunale e regionale dei Moderati, Silvio Magliano, si dice «preoccupato da quello che succederà a settembre. Se la questione economica fosse confermata, il Comune dovrebbe interrogarsi se continuare la collaborazione con l’azienda».

Fonte:https://www.lastampa.it/torino/2020/08/24/news/la-protesta-dei-lavoratori-tundo-verso-il-blocco-del-servizio-l-azienda-non-ci-paga-1.39226039

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