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23 / 08 / 2019

Decreto correttivo sull’inclusione scolastica

Nella sua ultima seduta il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo correttivo del decreto legislativo n. 66 del 2017, “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità rilevante ai fini dell’inclusione scolastica.

Un obiettivo raggiunto anche grazie ai numerosi e intensi confronti che la Federazione, insieme al proprio movimento associativo, ha tenuto nel corso di questi ultimi mesi con il Ministro Bussetti, con il Sottosegretario Giuliano e con i Dirigenti tecnici del Ministero.

In effetti una parte delle istanze sono accolte nel testo proposto. Vi è quindi una moderata soddisfazione da parte di FISH. Si apre ora il confronto con le Commissioni di Camera e Senato chiamate ad esprimersi sullo schema di decreto a cui FISH, data la delicatezza della materia, certamente non si sottrarrà.

Nel merito del provvedimento si segnalano positivamente gli interventi di chiarimento sulla certificazione ai fini dell’inclusione, sulla definizione dei ruoli e delle competenze in materia di assistenza all’autonomia e comunicazione e l’assistenza igienica e di base.

Apprezzabile il richiamo all’ICF (la Classificazione internazionale del Funzionamento, Salute e Disabilità) e alla valutazione bio-psico-sociale, come pure la sottolineatura del coinvolgimento degli alunni nella formulazione del loro progetto di vita. Anche sulle misure concrete per il sostegno è sicuramente da accogliere con favore l’obbligo di indicare chiaramente nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) la proposta per il numero delle ore di sostegno alla classe frequentata dall’alunno con disabilità (da considerare anche nel percorso di utilizzo complessivo delle varie risorse di sostegno in dotazione alla scuola) e l’individuazione delle altre risorse umane di supporto (assistenza igienico personale, assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione).

Idealmente apprezzabile il richiamo al principio dell’accomodamento ragionevole, previsto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, anche se, non essendo ancora definito nel nostro Paese, rischia di essere frainteso se non applicato in modo distorsivo.

Nel testo genera però perplessità la procedura secondo la quale il Dirigente scolastico nel chiedere le ore di sostegno all’Ufficio Scolastico Regionale tenga conto dei pareri del GLI (Gruppo di Lavoro di Istituto) e del GIT (Gruppo per l’Integrazione Territoriale) mentre non viene riportato nessun riferimento ai PEI.

Ma perplessità vi sono anche sulla formulazione che esclude che l’organico dei docenti per il sostegno e dei collaboratori scolastici possa essere aumentato non ammettendolo nemmeno per l’adeguamento a situazioni di fatto, in palese contraddizione con quanto stabilito dalla sentenza n. 80/2010 dalla Corte costituzionale.

Saranno anche questi i coni d’ombra che FISH evidenzierà presso le Commissioni di Camera e Senato chiamate a valutare lo schema di decreto legislativo.

A tale proposito il Presidente della CPD, Gabriele Piovano, ha dichiarato: “Per la prima volta nella scuola si parla di diritto all’autodeterminazione e alla autorappresentanza degli alunni e alla autovalutazione. Il Piano Educativo Individualizzato per la prima volta è parte del proprio progetto individuale, la scuola del personale progetto di vita, e per la prima volta lo troviamo in un provvedimento normativo. Questi elementi sono davvero rivoluzionari, la riforma va fortemente nella direzione dell’ICF (Classificazione internazionale del Funzionamento, Salute e Disabilità), della Convenzione Onu. Vedremo se le istituzioni scolastiche saranno in grado di cambiare per adeguarsi al nuovo approccio che sappiamo essere ancora distante anni luce dalle direttive espresse dalla convenzione ONU”.

Fonte: fishonlus.it