
Adeline è arrivata a Torino dalla Costa d’Avorio quando aveva solo diciassette anni. Era una ragazza piena di speranze e di paure, come tutti coloro che si ritrovano catapultati, da un giorno all’altro, in una terra sconosciuta, all’altro capo del mondo. Uno zio che viveva qui già da tempo l’ha aiutata a muovere i primi passi in un ambiente completamente nuovo, ma è stata la città, giorno dopo giorno, a diventare la sua casa.
Oggi è mamma di cinque figli, tutti piccoli: la più grande ha dieci anni, il secondo ne compirà nove a breve, poi ci sono due gemelline di sette anni e la più piccola, che di anni ne ha tre.
“Sono la mia gioia più grande – racconta con un timido sorriso – e al tempo stesso rappresentano una responsabilità immensa. Una di loro ha una disabilità e richiede attenzioni particolari e quotidiane: questo ha cambiato profondamente la mia vita, insegnandomi che cosa significhi davvero prendersi cura di qualcuno.”
Adeline ha conosciuto la CPD proprio mentre cercava supporto per sua figlia più piccola, grazie al Città di Torino che le ha consigliato di rivolgersi a noi.
“Appena sono entrata – continua – ho subito capito che non mi trovavo in un semplice ufficio o in un luogo di servizi e di transito per chi vive una situazione difficile, ma in una realtà aperta, fatta di persone che si occupano di altre persone. Ho toccato con mano quanto fossero capaci di compiere un gesto fondamentale, di cui avevo profondamente bisogno in quel momento: ascoltare. E da lì sono arrivate altre cose necessarie, come comprendere e accompagnare.
In un momento di fragilità, la CPD è diventata così un punto fermo, una mano tesa che mi ha fatto sentire accolta e compresa nei miei bisogni, senza giudicare.”
Negli anni, Adeline ha studiato e lavorato molto, svolgendo tante attività diverse: cassiera, mediatrice culturale, persino titolare di un piccolo negozio. E aggiunge: “Aiutare gli altri mi faceva sentire utile ed è sempre stato un modo per restituire il bene ricevuto.” Poi, però, conciliare il lavoro con una famiglia così numerosa è diventato troppo difficile e ha dovuto fermarsi. Si è ritrovata costretta a fare una scelta, in attesa di trovare l’occupazione giusta che le consenta di essere presente come madre, senza smettere di costruire il suo futuro.
“La mia famiglia vive ancora in Costa d’Avorio – sussurra Adeline – la distanza si fa sentire in molte occasioni, quasi ogni giorno. Ma ho imparato che nessuno può farcela da solo.
Per questo i punti di approdo come la CPD sono così preziosi: non offrono soltanto aiuti concreti, ma creano legami e danno la forza essenziale per andare avanti, restituendo dignità e un contatto profondo a chi ne ha bisogno. È per questo che racconto la mia storia, la racconto per dire grazie. Perché quando qualcuno crede in te e ti sostiene nei momenti più complicati, tutto sembra più possibile. E soprattutto scopri che, anche nelle fatiche della vita, non sei mai davvero sola.”
Infine, Adeline, stringendosi nella sua grande sciarpa di lana, ci lascia un grande insegnamento: “In Costa d’Avorio, di fronte ai problemi e alle ristrettezze, diciamo sempre: se fai per uno, puoi fare per tutti.”


