
Una raccolta di materiale scolastico, un palco al TEDx e un festival che vuole mettere in discussione stereotipi e luoghi comuni sulla disabilità. L’autunno della CPD si preannuncia decisamente intenso. A raccontarcelo è il suo portavoce più irriverente: il Cipidillo.
Ma attenti a chiamarlo influencer. Il Cipidillo preferisce definirsi trainer emotivo per superare l’imbarazzo sulle difficoltà. Sul suo canale IG @cipidiloo parla di disabilità senza giri di parole: dai bagni accessibili alle “Paralimpiadi quotidiane”, dai parcheggi occupati abusivamente fino agli stereotipi che, spesso inconsapevolmente, continuano a condizionare il nostro modo di guardare le persone con disabilità.
Lo abbiamo incontrato per farci raccontare che cosa bolle nella pentola per i prossimi mesi.
Cipidillo, settembre è appena iniziato. Sei pronto a ripartire?
“Pronto? Io non mi sono mai fermato! I pregiudizi, purtroppo, non vanno in vacanza. Non mettono il messaggio automatico “torno a settembre” e non chiudono per ferie. Quindi neppure io posso permettermi di andare in letargo. E poi ci aspettano mesi belli pieni. La CPD ha in programma iniziative molto diverse tra loro, ma con un filo rosso comune: coinvolgere le persone e far capire che l’inclusione riguarda tutti”.
Cominciamo dalla scuola. Il 19 settembre torna “Di penna in penna si fa un astuccio”. Di che cosa si tratta?
“Il nome dice già parecchio: una penna può sembrare poca cosa, ma tante penne insieme possono riempire un astuccio. E tanti piccoli gesti possono fare una grande differenza. Il 19 settembre saremo presenti in sei supermercati torinesi per raccogliere materiale scolastico. Penne, matite, quaderni, pennarelli e tutto quello che può essere utile per affrontare l’anno scolastico. “Di penna in penna si fa un astuccio” è un invito molto semplice: mentre fai la spesa, aggiungi qualcosa al carrello pensando a chi quel materiale potrebbe non riuscire ad acquistarlo con la stessa facilità. È solidarietà concreta. Niente grandi discorsi: un piccolo gesto e un aiuto reale”.
Il giorno successivo, 20 settembre, si cambia completamente scenario: da un supermercato di Torino al palco del TEDx di Jesolo.
“Esatto! Giovanni Ferrero, Direttore della CPD, salirà sul palco del TEDx di Jesolo per raccontare un tema che mi sta particolarmente a cuore: come cambiare lo sguardo sull’altro. Perché le barriere non sono soltanto quelle architettoniche. Ci sono barriere molto più difficili da fotografare: quelle che costruiamo nella nostra testa. Uno scalino lo vedi. Un ascensore che non funziona lo vedi. Un pregiudizio, invece, può nascondersi dietro una parola, uno sguardo, un comportamento apparentemente innocuo. A volte persino dietro le migliori intenzioni”.
C’è poi l’appuntamento più lungo: il DisFestival. Che cosa succederà?
“Dal 28 novembre al 4 dicembre torna il DisFestival, una manifestazione pensata proprio per disattivare i pregiudizi. E la parola “disattivare” mi piace moltissimo. Perché suggerisce che il pregiudizio non sia qualcosa di inevitabile. Per alcuni giorni la disabilità, trattata in chiave “pop” diventerà occasione di incontro e partecipazione tra pubblici molto diversi. L’obiettivo non è parlare delle persone con disabilità come se fossero un argomento da osservare da lontano, ma creare occasioni nelle quali parlare con le persone e cambiare prospettiva”.
Rimanete connessi per le novità
Ma perché nel 2026 abbiamo ancora bisogno di manifestazioni per parlare di pregiudizi e disabilità?
“Perché i pregiudizi sono furbi. Cambiano forma. Quelli più evidenti ormai sappiamo riconoscerli. Ma ce ne sono altri molto più sottili: il pietismo, l’idea che una persona con disabilità debba essere necessariamente “speciale”, l’eroismo attribuito a qualsiasi gesto quotidiano, oppure la convinzione che inclusione significhi semplicemente “fare qualcosa per le persone con disabilità”. Inclusione invece significa costruire una società nella quale ciascuno possa partecipare a parità di condizioni. E questo riguarda la scuola, il lavoro, lo sport, la cultura, i trasporti, il tempo libero. In pratica, riguarda la vita”.
Non ti spaventano tutti questi impegni?
“Certo, ma è proprio quello che vogliamo. Il 19 settembre riempiamo gli astucci. Il 20 settembre proviamo a svuotare qualche testa dai pregiudizi. Dal 28 novembre al 8 dicembre continuiamo il lavoro con il DisFestival. Direi che come programma non è male”.
Ultima domanda. Se potessi dare un solo consiglio a chi ci sta leggendo, quale sarebbe?
“Di non avere paura di sentirsi un po’ scomodo. Quando qualcuno ci fa notare un nostro pregiudizio, la prima reazione è spesso difenderci: “Io non volevo offendere”, “Ho sempre detto così”, “Ma era solo una battuta”. Ecco, proviamo a fare una cosa diversa: ascoltiamo.
Perché cambiare una parola, un comportamento o un punto di vista non significa perdere qualcosa. Significa aggiungere consapevolezza. Io sono il Cipidillo e, in fondo, faccio proprio questo: salto qua e là, faccio un po’ di rumore e provo a ricordare che l’inclusione non è un favore che facciamo agli altri. È il modo in cui costruiamo una società nella quale ci sia posto per tutti. E se per ricordarvelo devo continuare a fare il grillo parlante, nessun problema…Ho già scaldato le zampe!”.


